Archivio di Stato di Mantova
L’Archivio di Stato di Mantova conserva documenti a partire dal secolo XI (quando Mantova faceva parte del dominio di Matilde di Canossa) del periodo comunale, della signoria dei Bonacolsi e soprattutto dei Gonzaga, che hanno retto le sorti della città per quasi quattro secoli (1328-1707). L’archivio Gonzaga in particolare è uno fra i più completi e omogenei archivi di famiglie che hanno governato in età moderna; esso rappresenta il nerbo portante della storia mantovana politica, sociale, economica, amministrativa, artistica, di epoca medievale e moderna, ma la sua importanza travalica di gran lunga i confini locali. Grazie infatti alla committenza gonzaghesca dei secoli XV-XVII, legata alle figure del marchese Ludovico, di Isabella d’Este, dei duchi Federico II, Guglielmo, Vincenzo I e Ferdinando, Mantova richiama artisti quali Donatello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Luca Fancelli, Giulio Romano, Antonio Maria Viani, Pietro Paolo Rubens, Nicolò Sebregondi, e musicisti come Jacques de Wert e Monteverdi. Di tutto ciò rimane testimonianza nelle copiose serie della corrispondenza gonzaghesca, ma anche nei contratti dotali, nei lunghi inventari notarili di beni, gioielli, oggetti d’arte, in codici e pergamene impreziosite da miniature di squisita fattura.